Archeologia e Medioevo nella fertile valle dell'Amaseno

Nella terra di Nino Manfredi e sul set de 'la Ciociara'
  • Home
  • Proposte
  • Archeologia e Medioevo nella fertile valle dell'Amaseno

Il nostro suggerimento:

puoi visitare questi luoghi in 3 giorni in tutta tranquillità.

Distanza complessiva: 60 km

     

    Preferisci essere accompagnato da una guida?

    SERVIZIO GUIDA

    Archeologia e Medioevo nella fertile valle dell'Amaseno

    Nella terra di Nino Manfredi e sul set de 'la Ciociara'

    Mito Storia Fantasia. Tre ingredienti per passare del tempo in luoghi inaspettati, sorprendenti e Patrimonio Culturale Immateriale dell'UNESCO. Attraverso castelli, grotte e borghi conoscerai questa che fu terra di confine e teatro di lotte fra poteri contrapposti intenti a conquistarne la supremazia. Terra di Camilla, regina dei Volsci, detta da Virgilio “vergine d’Italia”. Bruna, bellissima, libera, con un fermaglio d’oro e nient’altro addosso se non pelle di tigre, cavalcando si lasciava ammirare da re Turno. Terra di briganti di passo. Terra di Nino Manfredi, “il Ciociaro d’Italia” che fece conoscere al mondo il Lazio nascosto!


    Da scoprire in 3 giorni
    1 giorno: il CASTELLO DI CECCANO  - AMASENO
    2 giorno: VALLECORSA - area archeologica s.maria del piano - CASTRO DEI VOLSCI
    3 giorno: GROTTE DI PASTENA - PASTENA


    1 giorno

    IL CASTELLO DI CECCANO - AMASENO

    (distanza da Ceccano ad Amaseno: 19 km)

    Fusse che fusse la vorta bbona”! Ve lo ricordate? Lo diceva sempre in uno dei suoi sketch Nino Manfredi interpretando il barista di Ceccano. Oggi avrai l’occasione di conoscere la storia di questo paese percorrendo i camminamenti e gli ambienti del Castello dei Conti di Ceccano, sentinella del confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli. Questo fu il centro del forte e autonomo stato dei Conti di Ceccano, la più potente dinastia feudale del Lazio meridionale fino all’avvento dei Caetani.

    La leggenda di Camilla, regina dei Volsci, la sentirai invece raccontare ad Amaseno, capoluogo di una valle incontaminata, oggi famosa per gli allevamenti di bufala e la mozzarella, genuina, gustosissima. La mozzata di bufala di Amaseno ha pezzature particolari, fragranze erbacea unica ed una freschezza particolare che la rende un piatto da gourmet per eccellenza, specie nel periodo estivo quando si accompagna in maniera egregia ai grossi e verdeggianti pomodori ‘cuore di bue’ irrorati di saporoso olio. E se i latticini non sono la tua passione c’è la carne di bufala: una carne sana e nutriente con un basso apporto di colesterolo, adatta per grigliate e che sta uscendo sempre più da una nicchie di estimazione in virtù della grane varietà di preparazioni a cui si presta. Ma la storia più interessante, qui, la trovi nella Collegiata di S.Maria (1177), teatro di un fenomeno miracoloso: la liquefazione del sangue di San Lorenzo, che si rinnova il 10 agosto di ogni anno. Perditi nei vicoli del borgo per ammirare il presepe artistico aperto tutto l’anno e visitare il Museo che ospita le tante opere d’arte provenienti dalla Collegiata.


    2 giorno

    VALLECORSA - L'AREA ARCHEOLOGICA DI S.MARIA DEL PIANO - CASTRO DEI VOLSCI

    (distanza da Vallecorsa a Castro dei Volsci: 10 km)     

    Se, mentre guidi verso Vallecorsa, pensi di arrivare in piccole realtà con piccole storie, allora ti sbagli. Guardati intorno e noterai che la campagna è caratterizzata da terrazzamenti costruiti su muri a secco: le "macére". Dal 2011 sono Patrimonio Culturale Immateriale dell'UNESCO. Vallecorsa è anche la Città dell’Olio ed è stata il set cinematografico de “La Ciociara”. Qui Sofia Loren, diretta da Vittorio De Sica, interpretò la famosa scena dello stupro di Rosetta e di Cesira. Il luogo è fortemente simbolico per la memoria della guerra sul fronte di Montecassino. Vallecorsa diventa dunque una vera icona di quella Ciociaria che ha fatto la storia, antichissima, antica e recente. E’ l’esatto punto di giunzione, anche se ve ne sono altri, fra due modi di vivere, influenzati a nord dalla parte ‘papalina’ del territorio, e a sud da quella borbonica e partenopea.

    Il paese ha saputo mantenere intatto il suo aspetto medievale con vicoli, scalinate, portali, antiche porte d’accesso e chiese che testimoniano la religiosità della gente locale. La casa natale della S.Maria De Mattias ci ricorda che qui nacque la fondatrice della Congregazione delle Suore del Preziosissimo Sangue. Ma fai attenzione! Questa è stata terra di confine, terra di briganti. Con Sonnino e Itri, Vallecorsa fece parte del Triangolo della Morte. Patrioti o banditi? La vexata quaestio è ancora aperta, ma una cosa è certa: le gesta di questi uomini rudi, spicci e refrattari alle gabelle del potere sembra intridere ogni vicolo, ogni grotta, ogni radura aperta di felci.

    Ai piedi del colle di Castro dei Volsci, altra sentinella a guardia dei confini dello Stato Pontificio, ti suggeriamo una sosta all’area archeologica di S. Maria del Piano con il museo, i resti di ville, terme e necropoli d’epoche varie, dal I sec a.C. al VII sec. d.C..

    Castro dei Volsci, città natale di Nino Manfredi e tra “i Borghi più Belli d’Italia”, è bella in ogni periodo dell’anno, lo è ancora di più durante il Natale, quando si trasforma in un vero e proprio presepe, con gli abitanti che sfilano in costume d’epoca e le vecchie botteghe che riaprono. Nella parte più alta, vista panoramica dal “Balcone della Ciociaria”; proprio qui si trova la “Mamma Ciociara”, monumento in ricordo delle brutali violenze commesse ai danni delle donne, madri e figlie durante la II guerra mondiale in questa parte del territorio frusinate. E’ un luogo fortemente iconico che merita davvero una visita, perché la sua caratteristica posizione in cima ad un collina a cono perfettamente simmetrica ne fa l’immagine ideale di una terra che resiste al passaggio di chiunque voglia attentare alla sua bellezza ed alla tranquillità dei suoi abitanti.


    3 giorno

    LE GROTTE DI PASTENA E PASTENA

    (distanza dalle Grotte a Pastena: 5 km)

    Giornata dedicata alla natura e alla riscoperta delle antiche tradizioni popolari.

    Si comincia con le Grotte di Pastena definite tecnicamente come “grotte di attraversamento”, completamente percorribili (il ramo attivo solo da speleologi) che fanno parte del Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi. E’ una cavità viva, che muta ogni giorno, e ha una temperatura costante di 15 gradi in tutte le stagioni. Il lavoro di "levigatura" e "modellamento" dell'acqua è impressionante ed è sicuramente un bello spettacolo osservare le sue "creazioni" sapientemente illuminate dalle luci presenti in grotta. Ricorda che non si possono fare foto all'interno per evitare di alterare il processo di formazione delle stalattiti e stalagmiti! 

    Dopo questa bella visita, che durerà circa un’ora, raggiungi il centro storico di Pastena. Qui ti aspettano il Museo della civiltà contadina e dell’ulivo e la casa paterna di Nino Manfredi.

    Dal 1 aprile al 3 maggio si tiene la Festa del Maggio, interessante cerimonia che richiama i riti ancestrali del Calendimaggio uniti alla cristiana festa della Croce. Da non perdere a giugno la “Sagra delle Ciliegie” con carri allegorici addobbati di ciliegie. E’ qui, alle prima falde degli Ausoni, che la Ciociaria collinare sfuma nella carsica terra che guarda alle grandi rocche esperiane ed ai pianori che il fiume Liri ha scavato nelle conche. A sinistra iniziano a delinearsi i monti austeri che lanciano i loro lembi di roccia dal massiccio delle Mainarde, mentre a destra gli Ausoni lanciano il loro segnale con la cima di monte d’Oro che si intravede nelle ore mattutine d’estate.

    Sarà come immergersi nella terra per poi tornare a respirare di nuovo luce. Una scoperta nella scoperta, in questi straordinari borghi dove anche l’antico orologio della piazza è un frammento di vita che segna sempre l’ora esatta


    Sign In