Sui passi di Mastroianni, Cicerone e De Sica

Cascate, Acropoli e boschi di tartufi
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Il nostro suggerimento:

puoi visitare questi luoghi in 2 giorni in tutta tranquillità.

Distanza complessiva: 26 km

     

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    SERVIZIO GUIDA

    Sui passi di Mastroianni, Cicerone e De Sica

    Cascate, Acropoli e boschi di tartufi

    Su e giù per le colline, accompagnato dal verde Liri, vagherai tra cultura, enogastronomia, storia e natura. Sei nella patria di Cicerone, Mastroianni e De Sica, nella terra delle acropoli preromane, dei borghi dalla bellezza storica inestimabile e delle antiche tradizioni. Luoghi dove è facile incontrare pellegrini del Cammino di San Benedetto.

    Quando una tela era l’unico modo per mostrare la bellezza di un luogo, lo spettacolo armonioso della Cascata di Isola del Liri, le mura ciclopiche di Arpino, i contadini di Sora e le meraviglie del paesaggio fluviale sono state dipinte da un gran numero di pittori nel Grand Tour del XVIII secolo.


    Da scoprire in 2 giorni
    1 giorno: ARPINO – L’ACROPOLI DI CIVITAVECCHIA - ISOLA DEL LIRI
    2 giorno: SORA - ABBAZIA DI SAN DOMENICO - CAMPOLI APPENNINO


    1 giorno

    FONTANALIRI - ARPINO - L'ACROPOLI DI CIVITAVECCHIA - ISOLA DEL LIRI

    (distanza totale dall’Acropoli di Civitavecchia ad Isola del Liri: 11,00 km)

    Fontana Liri paese natale del grande Marcello Mastroianni. Iniziamo dunque in grande il tour che tocca i luoghi dove storia, bellezza e ottimo cibo si accavallano. La cittadina ha origini molto antiche, infatti il territorio è testimonianza di insediamenti umani del pleistocene inferiore (7mila anni fa). La Terra appartenuta ai vosci, ai sanniti e ai longobardi, fino ad esser parte del Regno di Napoli, ospita il castello Succorte, inserito nelle rete delle dimore storiche del Lazio. Il borgo di impronta medievale è stato protagonista del set del film " Per grazie ricevuta" di Nino Manfredi.

    Dopo un bagno in una delle culle cinematografiche della Ciociaria, spostati fino a raggiungere ill “Lago Solfatara”, i cui benefici delle esalazioni sulfuree si narra che ne godesse il generale romano Scipione l'Africano, tanto da scegliere Fontana Liri (all'epoca Laterium) come luogo di costruzione della sua l'imponente casa.

    Su per la collina, una strada costeggiata da ulivi ti conduce ad Arpino, tra i borghi più antichi della provincia di Frosinone nonché città di Cicerone e Caio Mario.

    La Chiesa di S.Michele Arcangelo, custode di opere del Cavalier d’Arpino maestro del Caravaggio, i Musei della Liuteria e dell’Archeologia Industriale della Lana, la Fondazione Umberto Mastroianni - scultore di fama internazionale - ed i palazzi signorili, ci narrano dell’illustre passato di Arpino che si fregia della Bandiera Arancione del T.C.I e oggi candidata a Capitale della Cultura Italiana 2021.

    Lasciati incantare dalle tinte calde della Piazza e, sorseggiando un aperitivo, volgi lo sguardo alla statua di Cicerone grande oratore romano, ricordato ogni anno dal 1980 con la competizione per latinisti del “Certamen Ciceronianum Arpinas” aperta agli studenti di tutto il mondo che frequentano l’ultimo anno di Liceo.

    Lasciati catturare dai profumi del pane appena sfornato e fermati a gustare il piatto ciociaro per eccellenza: le sagne con i fagioli cannellini di Atina DOP, rigorosamente condite con l’ottimo olio extravergine di oliva qui prodotto e con l’Aglio Rosso di Castelliri DOP.  Ma se poi sei qui a fine agosto non perdere il “Gonfalone di Arpino”, tra i maggiori eventi folkloristici della provincia. 

    Le origini volsche di Arpino e il mito di Saturno le trovi nell’Acropoli di Civitavecchia che con le sue mura ciclopiche e il cosiddetto arco a sesto acuto (VIII-VII sec. a.C.), unico in Italia, costituisce uno dei siti archeologici più importanti del Lazio meridionale. Le mura raggiungono anche altezze di 6 metri e ti chiedi, davvero, come facciano a stare su. La Torre di Cicerone è un balcone sulla media valle del Liri: quassù sono il colore verde della vegetazione e l’azzurro del cielo a riempire gli occhi. Arpino è semplicemente bellissima, spendere parole che non vadano oltre la stupita constatazione di tanta bellezza è opera superflua. Quello che più colpisce della città è la magnificenza dei giochi di luce sull’acropoli, perché la cittadina volsca è orientata in modo da accogliere l’ovest ‘puro’ e viene baciata dai raggi del sole morente in una maniera che non ha eguali.

    La giornata tipo potrebbe finire con un aperitivo e cena in uno dei locali di Isola del Liri, famosa per la sua cascata che, con un salto di 27 metri, conquista il primato per la cascata più alta d'Europa all'interno di un centro abitato. Isola Liri è di fatto il salotto buono della Ciociaria, una città che ha saputo sposare alla perfezione battage antico e mood moderno, con un’offerta a livello di locali che forse non ha eguali sul territorio.

    L’aggettivo che viene in mente al visitatore che scelga Isola del Liri per una sua sosta è  ‘viva’. Ed è un aggettivo che contrasta con le lettura per cui questa terra bellissima fra Roma e Napoli sia si ricca di storia, ma non abbia spunti e nicchie di divertimento contemporaneo. Isola Liri è là per smentire tutto ed ammaliarvi. Di sera la cascata e il Castello Boncompagni Viscogliosi, che la sovrasta, vengono illuminati da fasci di luce colorata che ne fanno uno spettacolo da cartolina. La sua atmosfera romantica ha ispirato opere di artisti europei del XVIII-XIX secolo e ancora oggi è tra le più immortalate. Si dice che un bacio sotto il fragore della cascata suggellerà il vostro amore.

    Baciare per credere.


    2 giorno

    SORA - ABBAZIA DI SAN DOMENICO - CAMPOLI APPENNINO

    (distanza totale da San Domenico di Sora a Campoli Appennino: 12 km)

    Il fiume Liri a Sora è un vanto, un cittadino di rispetto, una presenza impetuosa, uno specchio verde che l’attraversa da una parte all’altra. Trovi qui luoghi storici come la Cattedrale di S.Maria costruita sui resti di un tempio pagano; la chiesa di S.Restituta, nella piazza principale, punto nevralgico della cittadina; l’Abbazia di San Domenico, costruita nel Mille proprio sui resti della casa paterna di Cicerone. Nel Museo civico viene narrata l’origine volsca di Sora ma è nel Borgo Canceglie che trovi la Sora verace: quella degli edifici popolari ben tenuti che affacciano su vie strette e vicoli, dove si scoprono antichi mestieri, aneddoti divertenti e dove nacque e trascorse l’infanzia il tre volte premio Oscar Vittorio De Sica. Torna dunque il refrain cinematografico che ha fatto della Ciociaria una vera culla di stelle della celluloide. In una manciata di chilometri, poco più di 80 in lunghezza e di 60 in larghezza si concentrano i borghi natali di mostri sacri come De Sica, Mastroianni e Manfredi. Cosa chiedere di più?

    Sora è la porta del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio Molise e la strada che conduce al valico di Forca d’Acero (1.538 m slm) che con i suoi tornanti paesaggistici è frequentata da appassionati di bicicletta e di moto. Ben pavimentata, presenta dei curvoni velocissimi (ma ci sono i limiti di velocità, ricordalo) offrendo un panorama ampio sulle vallate sottostanti verso le quali si lanciano numerosi deltaplani e parapendii.

    Tappa obbligata lungo la strada è Campoli Appennino, il paese dei tartufi, degli orsi, del Lacerno. Il tartufo di Campoli è prodotto pregiatissimo e lanciato nelle nicchie gastronomiche di riferimento, con sagre ed eventi promozionali: si va dal tuber aestivum, il cosiddetto ‘scorzone’ al tuber magnatum, il pregiato bianco a cui fa da contrappunto il meno fragrante ma più delicato ‘bianchetto’. La divinità ctonia per eccellenza fra i numi della tavola qui è di casa.

    Le case sono tutte disposte ad anello sui bordi del “Tomolo”, la più grande dolina carsica del Lazio che oggi ospita cinque orsi bruni che non possono più vivere in libertà.

    Puoi degustare il tartufo bianco e nero, vera eccellenza di questo piccolo paese, in uno dei tanti ristorantini del posto o semplicemente acquistarlo direttamente nei negozi e aziende specializzate.

    Se sei un camminatore allenato, allora, scopri la Gola del Lacerno, uno dei canyon più impressionanti d'Italia. Non una semplice uscita da trekking, ma un watertrekking visto che si attraversano tratti del torrente che ha scavato questo canyon dalle pareti bianche e levigate, piccole cascate, vasche dal colore verde chiaro, creste rocciose e rigogliosa vegetazione circostante.

    Escursione obbligatoriamente estiva, da non farsi nel periodo primaverile.

    Ogni cosa è come fu un tempo, e per la prima volta. La modernità che non scalfisce la natura e la storia. Alberi sciolti nel mansueto delle distanze, il bruno della terra, il sapore di legno e lo stupore continuo di una bellezza arcaica e colma della sua natura primordiale. 


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